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In questi ultimi mesi abbiamo sentito tante critiche rivolte al gruppo femminista Pussi Riot. Le critiche che accusano le ragazze del art-group di aver "bestemiato" nella chiesa più importante della Russia, la Cattedrale del Cristo Redentore di Mosca, offendendo la sensibilità dei credenti con l'esibizione provocatoria della  preghiera - punk  “Madonna, manda via Putin”. A questo proposito mi è venuta in mente un altra esibizione di una cantante ucraina, molto giovane..

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Immaginate... di camminare per Angarsk, una città russa della Siberia Sudorientale, a 100 km dal lago più profondo del mondo – Baikal.
E immaginate... di imbattersi in una bizzarra scultura che raffigura un lupo, tutt'altro che un lupo indipendente e orgoglioso che siamo abituati a vedere nelle rappresentazioni artistiche degli indios, ma un lupo con la pancia grossa, faccia contenta e soddisfatta...

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L'Ucraina fu il campo di battaglia in cui con maggiore accanimento si combatterono le sorti della Seconda Guerra Mondiale: qui le perdite di vite umane e le distruzioni furono pesantissime. Inoltre, anche gli stessi Ucraini si divisero drammaticamente, a sostegno di opzioni antitetiche: alcuni prospettarono una soluzione nazionale –che non disdegnò forme di cobelligeranza coi nazisti-, altri combatterono come partigiani al fine di preparare il terreno alla revanche sovietica. L'eredità di questa lotta pesa ancor oggi nel dibattito storiografico.

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Verka Serdyuchka è nome d'arte di Andrej  Danilko.  E' un bizzaro personaggio dello spettacolo creato dal cantante ukraino nel 1990. Una cuccettista di treno, donna con una montagna di tette e voce da camionista che parla nella grottesca lingua "surzhik" (miscuglio pittoresco tra l'ukraino e il russo) diffusa in alcune zone dell'Ukraina, Russia e Moldavia.  Nel 2007 Serdyuchka si è classificata 2° all'Eurofestival ed è ancora oggi molto popolare in patria. I suoi testi ironici sono pieni di doppi sensi e allusioni al limite della censura politica. Questo modo di esprimersi è molto apprezzato perchè rispecchia il modo di essere dei suoi compaesani.

 

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