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Mercoledì 07 Dicembre 2011 00:40

Alla scoperta del cinema russo: tra innovazione e imitazione - Pagina 2

Scritto da  Marina Pastore
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film....casomai era la loro sorte finale che era negativa, come in Sta?ka (Sciopero, 1924) di Ejzenštejn, dove gli operai alla fine vengono massacrati dai militari conniventi con i "padroni", ma era un esito logico dovuto alla totale negatività con cui erano raffigurate le forze reazionarie del potere costituito.

E comunque si trattava di film fatti per sollevare le masse, il cui ultimo significato era: possiamo subire delle perdite, ma stiamo dalla parte giusta. Qualcosa di simile si può avvertire anche nei film girati durante il secondo conflitto mondiale, come Ona zaš?iš?aet rodinu (Compagno P., 1943), in cui alla protagonista viene massacrata la famiglia (compreso il figlio neonato, buttato sotto un carro armato in una scena violentissima che lascia a bocca aperta ancora oggi), ma che si trasforma in una specie di macchina da guerra vivente per vendicarsi dei nazisti...

 

Invece nei film nati sotto l'egida del Realismo Socialista e in quelli girati nei primissimi anni '50 tutto era positivo, gli eroi e anche la loro sorte, in nome del compagno Stalin... 

Con il Disgelo si fanno strada film più complessi e spesso più malinconici, con personaggi più umili e simpatici, ma non direi che questi film abbiano una complessità maggiore rispetto ad opere analoghe create in America e in Europa;

ironiya-sudby-ili-s-legkim-parom-rjazanov-cinema-sovieticoforse sono mediamente più sentimentali (basti pensare alle commedie agrodolci di El'dar Rjazanov) laddove per esempio gli italiani vertono un po' più sulla farsa, ma secondo me dipende da unicità dovute alla storia culturale di Italia, Russia e Stati Uniti; diciamo che i film russi del Disgelo sono un pochino più "cecoviani" dei loro contemporanei americani. Il che in un certo senso è un buon segno, direi che la libertà dei vari periodi della società sovietica si può misurare da quanto è malinconico il registro dei loro film: se i film sono totalmente ottimisti, allora vuol dire che sono stati girati in un periodo di libertà negate e di censura...

 

Comunque secondo me i veri film "antieroici" del cinema russo sono quelli usciti molto più tardi, negli anni '80 per esempio, e qui sì, direi che sicuramente è dipeso dallo sviluppo della situazione economica e sociale di quel periodo. Con il disfacimento progressivo dell'Unione Sovietica i film hanno cominciato a raffigurare ambienti sempre più degradati e negativi, ed è una tendenza che dura fino ad oggi; non a caso uno dei film più popolari degli ultimi anni, Brat (Brother, 1997) di Balabanov, su un giovane coscritto che diventa una sorta di killer giustiziere, è pericolosamente ambiguo, visto che potrebbe essere interpretato come un ritratto desolante di una gioventù già segnata dalla guerra, ma anche come un'esaltazione nichilistica e superomistica di un moderno bogatyr'... 

 

A. Balabanov, Brat (Brother, 1997)

 

Quanto cinema americano entra negli schermi della Russia moderna? Esiste ancora un problema di censura?

Secondo me il cinema russo degli ultimi anni deve troppo al cinema americano, nel senso che non cerca una strada individuale e replica in peggio, spesso scimmiottandoli, stilemi e trovate del cinema commerciale statunitense. Per esempio il maggior successo fantasy degli ultimi anni, No?noj dozor (I guardiani della notte, 2004), tratto da una trilogia best seller di Sergej Luk'janenko, per quanto non privo di qualche trovata gustosa, è molto più rozzo e confusionario dei modelli americani cui si ispira, per esempio i film di Peter Jackson e Guillermo del Toro.

È apprezzabile che molti film russi recenti cerchino una strada mainstream creando dei kolossal di genere (o aspiranti tali) destinati al grosso pubblico, il problema è che questi film non sono quasi mai un granché... Peraltro sì, la censura esiste ancora, anche se non è paragonabile a quella una volta; i film più originali, per esempio il recentissimo, geniale Š?ast'e moe (My Joy, 2010), di Sergej Loznica, sulle disavventure di un camionista in un degradatissimo entroterra russo, hanno una circolazione estremamente limitata,

 

S. Loznica, Š?ast'e moe (My Joy, 2010)

 

mentre la maggior parte delle sale sono destinate ai film più commerciali e spesso più nazionalisti, per esempio il recente sequel di Utomlennye solncem (Sole ingannatore, 1994) di Nikita Michalkov, uscito con un battage pubblicitario colossale che ha compreso anche una "prima" al Cremlino... Fra l'altro, il film è pessimo.

 

In Italia giungono echi molto lontani del cinema sovietico e russo: la maggioranza del pubblico conosce "La corazzata Potemkin" (forse solo perché reso celebre da un film di Fantozzi che, peraltro, non ne decanta certo le lodi), una minoranza ha di recente conosciuto "L'arca russa"...

Continua...

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Last modified on Lunedì 09 Gennaio 2012 18:56

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