nonsolorussia.org

  • Full Screen
  • Wide Screen
  • Narrow Screen
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size
Martedì 22 Gennaio 2013 16:37

Cuori di pietra - testimonianze resistenziali di Vlad Shabalin

Scritto da  nsr
  • Stampa
  • Aggiungi commento

Si inaugura venerdì 25 gennaio la ventunesima edizione di In file, ciclo di incontri ed eventi organizzato dall'associazione culturale Colonos di Villacaccia di Lestizza (Udine) diretta da Federico Rossi. La prima serata, dal titolo "Cuori di pietra", ha come filo conduttore la r/esistenza di due uomini russi che in terra friulana, in epoche diverse, hanno lasciato testimonianza della loro lotta per la libertà. Uno di loro è l'artista Vladislav Shabalin.


 

Vlad Shabalin-IntervistaShabalin, lei è in Italia da oltre 20 anni. Ci racconta com'è arrivato?

A Donetsk, la mia città natale, dirigevo una galleria di arte non ufficiale. Sono arrivato in Italia la prima volta nel 1992 su invito della Regione Veneto per allestire a Bibione (Venezia), nell'ambito di uno scambio culturale, una mostra con duecento opere di artisti che ruotavano attorno alla galleria. Fra queste c'erano una decina di miei lavori. L'accoglienza è stata ottima e ho intravisto la possibilità di fare altre mostre. Ho deciso di restare e mi sono stabilito in Veneto. Poi il lavoro mi ha portato nel vicino Friuli e ormai da parecchi anni risiedo a Udine.

Ci parli della sua arte. Lei una volta dipingeva, ora lavora con la pietra e i fossili...

Vladislav Shabalin-Autoritratto

Mi sono laureato all'Università di Mosca in pittura e grafica e nella mia "prima vita" artistica ho soprattutto disegnato e dipinto. All'epoca il mio stile è stato definito dai critici surrealismo metafisico. Dal 1997 lavoro come restauratore nel laboratorio paleontologico Geoworld di Stefano Piccini, a Torreano di Cividale, una quindicina di chilometri da Udine. Per qualche anno ho continuato a dipingere, ma intanto ogni giorno acquisivo conoscenze sui nuovi materiali, maneggiavo i fossili, li studiavo e sentivo sempre più che possedevano una loro forza espressiva. Mi comunicavano significati che andavano al di là della loro natura di reperto scientifico.

Ai Colonos di Villacaccia si inaugura una sua mostra. Che tipo di lavori espone?

Sono tutte opere di pietra e fossili, scelte fra quelle realizzate negli anni più recenti. Alcune sono ispirate dal mio rapporto, molto stretto, con la musica; altre fanno riferimento al rapporto uomo-ambiente, arrivato in questi anni a un punto molto critico; altre ancora alle pagine nere della nostra storia che tendiamo troppo facilmente a rimuovere. Il 25 gennaio, alle 20.30, ai Colonos ci sarà anche un incontro con il pubblico sul tema della "resistenza". Si parlerà di un comandante partigiano russo, Danijl Varfolomeevic Avdeev, morto giovanissimo in Friuli e sepolto qui. Io porterò la mia testimonianza di "resistente" nell'ex URSS, negli anni in cui fare arte non convenzionale poteva costare molto caro.

Come ha pagato il suo bisogno di esprimersi liberamente quando il regime non lo consentiva?

La libertà di espressione rappresenta sempre un problema per i regimi. A seguito dell'esame dei miei quadri da parte della commissione militare sono stato mandato in ospedale psichiatrico e marchiato come schizofrenico. Solo diversi anni dopo, con la Perestroika, sono stato completamente riabilitato. Ad altri è andata anche peggio. Ma non occorreva neanche essere artisti, bastava esprimere una visione del mondo non conforme alle direttive del partito per essere considerati sovversivi.

Shabalin-Pane-rd

Opera di Vladislav Shabalin. Installazione - fette di pane in pietra con fossili, 2011

Fra i protagonisti del dissenso nella Russia di oggi ci sono le Pussy Riot, balzate agli onori della cronaca anche sulla stampa internazionale.

Si è parlato e si parla molto del caso Pussy Riot. Il loro dissenso è condivisibile ma non ho approvato la loro performance nella Cattedrale di Cristo Salvatore. In Occidente si finisce per mescolare un po' tutto però io giurerei che a nessuno dei grandi dissidenti russi sarebbe venuto in mente di violare in quel modo un luogo simile. Ricostruita da poco (dopo che Stalin l'aveva fatta esplodere e Krusciov ci aveva fatto una piscina!) la Cattedrale ha una storia lunga due secoli e un valore simbolico enorme non per Putin e non solo per gli ortodossi ma per tutto il popolo russo, perché ricorda il sacrificio dei tantissimi che sono morti per difendere il paese dall'invasione delle truppe napoleoniche nel 1812. La Campagna di Russia è un evento che ha segnato profondamente la storia e la cultura della Russia ispirando capolavori come "Guerra e pace" di Tolstoj e "Ouverture 1812" di Ciajkovskij.

-A proposito di ispirazione e di musica, quale ruolo ha la musica nella sua arte?

In molti dei miei lavori ci sono riferimenti alla musica, che ha fatto da colonna sonora a tutta la mia vita. Vale per la musica classica, ma anche per il rock, che mi ha appassionato fin da ragazzino, quando in Unione Sovietica era "reperibile" solo clandestinamente. I Led Zeppelin, a cui si ispirano le mie installazioni "Immigrant Song" e "Fossils of the Rock" sono una delle prime band che ho scoperto. Loro mi hanno aperto la porta su un mondo e mi hanno letteralmente salvato la vita quando ero rinchiuso in ospedale psichiatrico. Un altro progetto, il più importante realizzato finora, è "Aquarium", presentato a Basilea nel 2011 in collaborazione con la musicista greco americana Diamanda Galás. E ho realizzato un'opera, sempre di pietra e fossili, per Peter Hammill dei Van der Graaf Generator, che pure è fra i miei artisti preferiti.

Ha altri progetti in vista?

Ho sempre affiancato al mio lavoro artistico l'impegno a scoprire e promuovere altri talenti. Di recente invece mi è capitato di "essere scoperto" da un gruppo di studenti di lingua e letteratura russa dell'Università di Udine che si sono organizzati in un gruppo di ricerca e di discussione che si chiama "Samizdat Udine". Uno di loro interverrà alla serata ai Colonos. Insieme stiamo individuando dei percorsi comuni e nuove proposte per far meglio conoscere al pubblico la cultura e l'arte russa.

 


 

Associazion culturâl COLONOS presenta:Shabalin-Incontro-Resisti

Cuori di pietra

venerdì 25 gennaio, h 20:30

Testimonianze resistenziali
di Mirco Candussio e Vladislav Shabalin

Inaugurazione della mostra di Shabalin
con l'Intervento critico di Angelo Bertani

Musiche russe con
Maurizio Sicurella _ violino
Bella Kushilina _ violoncello
Viktor Hutsulyak _ fisarmonica
Nadezda Iyamina _ voce

Mostra aperta nelle serate In File,
oppure, ​a richiesta, il venerdì, sabato e domenica
h 19,00 > 22,00, fino al 24 marzo


Per maggiori informazioni:
www.colonos.it

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna

Ti trovi qui:Home>Eventi>Cuori di pietra - testimonianze resistenziali di Vlad Shabalin

Questo sito utilizza i cookie per gestire la navigazione ed altre funzioni. L'utilizzo di questo sito costituisce accettazione implicita all'uso dei cookie sul vostro dispositivo. Per maggiori dettagli e informazioni su come disattivare i cookies, leggi la nostre Informativa privacy.

Ho capito, accetto i cookies di questo sito.