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Venerdì, 09 Dicembre 2011 18:01

Vasilij Veresciagin - Un ricco cacciatore del Kirghistan col falco

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V. Vereschiagin, "Un ricco cacciatore del Kirghistan col falco", 1871-72, Olio su tela, Galleria Tert'jakov, Mosca

 

Vasilij Vereš?agin (1842-1904) in vita fu probabilmente il pittore russo più famoso all'estero; egli denunciò la guerra e ne mise a nudo gli orrori. Il suo pathos critico, cresciuto sull'humas degli anni '60, non perse mai il suo vigore. Conosceva la guerra di persona, avendo combattuto nel Turkmenistan e nei Balcani. Morì tragicamente durante la guerra russo-giapponese: si trovava con ammiraglio Makarov a bordo di una nave da guerra quando questa saltò in aria. Vereš?cagin era una specie di corrispondente dal fronte e si spostava tra i vari teatri di guerra; solo di tanto in tanto affittava uno studio a Monaco di Baviera o a Parigi e vi rimaneva per un paio d'anni, al fine di sfuggire alle accuse dei generali russi secondo i quali egli distorceva gli eventi. In questi studi egli dipingeva facendo uso degli schizzi e degli studi eseguiti in loco o, più spesso, a memoria. Organizzava poi le sue famose mostre, dove esponeva un'intera serie di quadri che ritraevano la guerra nei suoi particolari autentici. Sviluppò una tecnica originale, quasi fotografica, perfettamente idonea ai suoi bisogni.

D.V. Sarabianov "Arte russa", Milano, Rizzoli, 1990



 

Kirghistan

è una delle due ex repubbliche sovietiche dell'Asia Centrale (assieme al Kazakistan) ad aver mantenuto il russo come lingua ufficiale dopo l'indipendenza, affiancandogli il chirghiso - appartenente al gruppo delle lingue turche - e rendendo il Kirghizistan un paese bilingue. Questa decisione fu un chiaro segnale di benvenuto nel nuovo paese indipendente per i russi etnici residenti, uno sforzo per ridurre l'inevitabile fuga di cervelli.

Il chirghiso appartiene al gruppo delle lingue turche e fino al XX secolo venne scritto in alfabeto arabo. Nel 1928 si passò all'alfabeto latino che ebbe vita breve: nel 1941 venne rimpiazzato dal cirillico. In generale, la popolazione in tutto il paese capisce e parla il russo, eccetto in alcune aree remote di montagna; il russo è la lingua madre della maggior parte degli abitanti di Biškek, e la maggior parte degli affari economici e politici sono condotti in questa lingua.

Fino a poco tempo fa, il chirghiso era una lingua da parlare in ambito familiare e veniva usato raramente durante meeting o altri eventi. Tuttavia oggi la maggior parte degli incontri parlamentari sono condotti in chirghiso, con traduzione simultanea per chi non conosce questa lingua.A grande linee si può affermare che il russo è predominante nel nord e nel nord est, il chirghiso nel sud est e l'uzbeko a sud, sud ovest e nelle zone di Oš e Žalalabad).

fonte: wikipedia



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